Nei tempi antichi l’uomo sopravviveva grazie a una varietà estremamente ridotta di alimenti, prevalentemente carne, pesce e prodotti della terra. Con il passare dei secoli, la quantità e la qualità degli alimenti è andata progressivamente migliorando, tanto che oggi ci troviamo di fronte a migliaia di prodotti alimentari, ed abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: sulla nostra tavola possiamo mettere di tutto.

Con l’aumentare del numero degli alimenti consumabili, sono aumentati anche coloro che vivono in nome di una vita sana: al giorno d’oggi, infatti, per garantire la lunga durata di un prodotto senza che esso diventi non più commestibile e nutriente, i produttori inseriscono all’interno di questi alimenti conservanti, al fine di garantire una maggiore durata.

Massiccio è poi l’uso di coloranti, per rendere più appetibili i vari prodotti. Ci sono persone che evitano tutti questi alimenti, preferendone di biologici e non a lunga conservazione. Inoltre, molti hanno rinunciato e rinunciato a determinate categorie di alimenti, quali, ad esempio le carni e i suoi derivati. Parliamo naturalmente di vegetariani e di vegani.

Ovviamente, una grossa parte della popolazione fa un uso regolare di carni, di molte specie. Si stima, infatti, che in Italia, mediamente, ogni cittadino consumi 78 kg di carni all’anno, una cifra notevole. Le più mangiate sono quelle di bovino.

Tra le varie tipologie di carni, ve n’è una varietà che ultimamente è molto richiesta, nonostante il suo prezzo non sia del tutto accessibile: parliamo della carne di Kobe, chiamata anche manzo di Kobe.

Questa carne, di origine giapponese, è da non molto tempo prodotta anche dagli allevamenti italiani, anche se questo fenomeno declassifica la carne, poiché, ad oggi, per essere considerata carne di Kobe originale deve essere prodotta in Giappone.

Il costo di questa carne arriva a costare anche oltre 1,000€ al chilogrammo, come già detto una quotazione non proprio economica. Ma perché questa carne è così costosa e richiesta sul mercato?

Le ragioni sono molte, ma principalmente se ne possono citare due: il gusto (o sapore) e la consistenza. Il manzo di Kobe è una carne molto saporita e tenera, ad alto tasso calorico, che può essere cucinata in svariati modi: dalla griglia alla piastra, passando dallo spezzatino e dai classici spiedini misti.

Il manzo di Kobe è addirittura un marchio registrato (sono presenti sul mercato molte carni che vengono spacciate per carni di Kobe ma che non lo sono), poiché per essere considerato tale deve avere diverse caratteristiche, tra le quali vi è l’appartenenza ad una classe bovina specifica, di origine giapponese.

Questo è uno dei motivi principali per i quali questa carne fatica ad essere prodotta all’infuori del paese nipponico; è difficile, infatti, trasferire un ceppo di specie da un continente all’altro in un tempo breve. Un’altra ragione che denota la difficoltà di produrre questa carne fuori dai suoi luoghi originari è l’obbligo di essere lavorata in specifiche zone del Giappone. Infine, questa carne deve avere una temperatura di conservazione di esattamente 6° C.